martedì 11 ottobre 2016

un momento di perfezione

Ti svegli in spiaggia. C'eravamo solo noi in spiaggia. Con un legno Tyler ha segnato una linea dritta nella sabbia lunga qualche metro. Tyler è tornato a raddrizzare il palo pestando sabbia intorno alla base. Io ero la sola persona a guardare l'operazione. «Sai che ore sono?» mi ha chiesto Tyler gridando. Io porto sempre l'orologio. «Sai che ore sono?» Gli ho domandato dove. «Qui» ha risposto Tyler. «Qui dove siamo.» Erano le quattro e sei minuti del pomeriggio. Dopo un po' Tyler si è seduto a gambe incrociate all'ombra dei pali eretti. Tyler è rimasto seduto per qualche minuto, si è alzato ed è andato a fare il bagno. Si è infilato una maglietta e un paio di calzoni da tuta e si è apprestato ad andarsene. Ho dovuto chiedergli. Dovevo sapere che cosa faceva Tyler mentre io dormivo. Se potevo svegliarmi in un posto diverso, in un momento diverso, potevo svegliarmi diverso io stesso? Ho chiesto a Tyler se era un artista. Tyler si è stretto nelle spalle e mi ha mostrato come i cinque pali eretti erano più larghi alla base. Tyler mi ha mostrato la linea che aveva tracciato nella sabbia e come usava la linea per calibrare l'ombra proiettata da ciascuno. Certe volte ti svegli e hai bisogno di chiedere dove sei. Quello che Tyler aveva creato era l'ombra di una mano gigante. Ora le dita erano da Nosferatu, tanto erano lunghe, e il pollice era troppo corto, ma lui mi ha spiegato come alle quattro e mezzo in punto la mano era perfetta. L'ombra di una mano gigante era perfetta per un solo minuto e per un minuto perfetto Tyler si era seduto nel palmo di una perfezione che lui stesso aveva creato. 30 Ti svegli e non sei da nessuna parte. Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c'era da lavorare duro per ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione. Ti svegli e tanto basta. Si chiamava Tyler Durden ed era un proiezionista iscritto al sindacato ed era un cameriere di banchetti all'albergo, giù in centro, e mi ha dato il suo numero di telefono. È così che ho conosciuto Tyler.

Fight Club, Chuck Palahniuk


domenica 9 ottobre 2016

Why we sing in Musicals

Una delle mie youtuber preferite è Carrie Hope Fletcher, scrittrice e attrice di musical britannica, che nella sua pagina Youtube Itswaypastmybadtime (che vi consiglio caldamente di seguire!) condivide fatti quotidiani della sua vita, riflessioni, esperienze... 
In particolare questa mattina ha pubblicato un video che ho trovato davvero molto interessante, e che ho pensato di condividere su questa pagina, un po' per citare questa interessante e romantica idea, un po' per cercare di far conoscere questa fantastica ragazza anche qui, in Italia! Nel video esprime la sua idea sul motivo per cui le canzoni inizino in determinati momenti dei musical. Ed essendo molto amante del teatro musical, ho trovato la sua idea davvero magnifica. Il video nasce da una domanda che le è stata posta sul suo nuovo libro "On the other side", ovvero: come hai capito quando inserire la magia nella storia? E questa è stata l'introduzione alla sua risposta, un parallelismo tra la magia nel suo libro e le canzoni nei musical.

(traduzione da 1:57) Ho capito di aver inserito la magia negli stessi momenti in cui avrei inserito una canzone in un musical. Victor Hugo, autore de "Il gobbo di Notre-Dame" e "Les Miserables", disse che la musica esprime ciò che non può essere espresso a parole e non può rimanere taciuto. Molta gente pensa che un sacco di canzoni sono scritte per un musical e poi sparse qua e là, con 10 minuti di pausa tra l'una e l'altra così che ci possa essere una scena nel mezzo, ma non hanno un reale scopo. Ma c'è molto più di questo! Ogni volta che una canzone inizia -in un BUON musical- è perché le parole non riescono più a contenere le emozioni, Arriva un momento in cui 1 o 2 battute in un dialogo semplicemente non sostengono il peso di ciò che il personaggio sta cercando di fare o dire al pubblico. E' come quando litighi con qualcuno e diventi sempre più arrabbiato finchè non ti ritrovi a urlare. Un personaggio continua a provare emozioni, emozioni, emozioni, finché le parole non possono più esprimerle e devono semplicemente cantarle. 


venerdì 7 ottobre 2016

...senza capire un solo canforo.

-(...)Quella sera, a un certo punto pensai che il mondo era proprio strano. Esistevano milioni e milioni di canfore, canfore o altro, non ha importanza, sui quali splendeva il sole o cadeva la pioggia, e milioni e milioni di uccelli si posavano o prendevano il volo dai loro rami. A quel pensiero mi sentì molto triste.
- Perchè?
-Mi dicevo che forse il mondo era pieno di innumerevoli alberi, di innumerevoli uccelli, di innumerevoli piogge. Eppure io sarei invecchiata e sarei morta senza capire un solo canforo, una sola pioggia, allora mi sentì irrimediabilmente triste e mi misi a piangere. E mentre piangevo avrei voluto che qualcuno mi abbracciasse stretta stretta. Però non c'era nessuno lì a stringermi fra le braccia. Così restai a piangere tutta sola nel letto.


La fine del mondo e il paese delle meraviglie - Murakami Haruki

martedì 4 ottobre 2016

Possa non essere mai perfetto

"<<Un sacco di giovani cerca di far colpo sul mondo comprandosi questo e quello.>> ha commentato il portiere.
(...)<<Un sacco di giovani non sanno cosa vogliono veramente.>>
Oh, Tyler, ti prego, salvami.
E il telefono squillava.
<< I giovani credono di volere il mondo intero.>>
Liberami dai mobili svedesi.
Liberami dall'artistico-funzionale.
Il telefono squillava e Tyler ha risposto.
<<Se non sai quello che vuoi>> ha detto il portiere <<finisci con un mucchio di roba che non vuoi.>>
Possa non essere mai completo.
Possa non essere mai soddisfatto.
Possa non essere mai perfetto.
Liberami, Tyler, dall'essere perfetto e completo."

da Fight Club, di Chuch Palahniuk
traduzione di Tullio Dobner

domenica 2 ottobre 2016

Infinite Potential....


We all change, when you think about it, we're all different people; all through our lives, and that's okay, that's good, you've gotta keep moving, so long as you remember all the people that you used to be. I will not forget one line of this, not one day, I swear. I will always remember when The Doctor was me.

Eleven's regeneration

Infinite Potential, Murray Gold

sabato 1 ottobre 2016

Le silence de la mer

"Certes, sous les silences d'antan, - comme, sous la calme surface des eaux, la melée des betes dans la mer, - je sentais bien grouiller la vie sous-marine des sentiments cachés, des désirs et des pensées qui se nient et qui luttent."

"Certo, al disotto dei silenzi passati - come, sotto la calma superficie delle acque, la lotta degli animali nel mare - sentivo sì pullulare la vita sottomarina dei sentimenti nascosti, dei desideri e dei pensieri che si negano e si combattono."

Le silence de la mer, Vercos
Il silenzio del mare, traduzione di Natalia Ginzburg e Ginetta Varisco

Cancun, Messico. Opera di Jason de Caires

The Phantom of the Opera is there, inside my mind...


Christine
In sleep he sang to me
In dreams he came
That voice which calls to me and speaks my name
And do I dream again for now I find
The Phantom of the Opera is there
Inside my mind

Phantom
Sing once again with me
Our strange duet
My power over you grows stronger yet
And though you turn from me to glance behind
The Phantom of the Opera is there
Inside your mind.

Christine 
Those who have seen your face
Draw back in fear
I am the mask you wear


Phantom
It's me they hear...

Both
Your/My spirit and my/your voice in one combined
The Phantom of the Opera is there/here
Inside my/your mind

Phantom
In all your fantasies, you always knew
that man and mystery

Christine
Were both in you

Both
And in this labyrinth
where night is blind
the Phantom of the Opera is there/here,
inside my/your mind

Phantom
Sing, my Angel of music!

Christine
He's there, the phantom of the opera

Phantom
Sing for me
Sing
Sing, my Angel!
Sing!
Sing for me!